Le sindromi cliniche da conflitto neurovascolare


Descrizione delle sindromi cliniche più frequenti associate a conflitto neurovascolare

Si definisce conflitto neurovascolare la compressione di un nervo cranico da parte di una struttura vascolare, arteriosa o venosa. La maggior parte dei conflitti neurovascolari derivano dalla compressione da parte di un’arteria su di un nervo cranico e si realizzano a livello dell’angolo ponto-cerebellare, una complessa regione anatomica del cranio in cui sono contenute numerose strutture quali nervi cranici, arterie e vene. Scopo di questo articolo è fornire una rapida panoramica delle sindromi cliniche più frequenti associate a conflitto neurovascolare.

Le sindromi cliniche più frequenti associate a conflitto neurovascolare sono le seguenti:

Nevralgia trigeminale: è caratterizzata da crisi violente di dolore facciale unilaterale, simili a scosse elettriche, localizzate nei territori di distribuzione del nervo trigemino. La nevralgia trigeminale è il tipo più frequente di dolore facciale con una incidenza compresa tra 12,6/100.000/anno e 27/100.000/anno. Sebbene esistano altre cause, il conflitto neurovascolare si realizza solitamente tra l’arteria cerebellare superiore e la porzione cisternale del nervo trigemino. Più raramente è dovuta alla compressione da parte dell’arteria cerebellare antero-inferiore o di strutture venose.

conflitto neurovascolare e decompressione microvascolare del nervo trigemino

La figura evidenzia il conflitto neurovascolare più frequente. Questo si realizza tra l'arteria cerebellare superiore ed il nervo trigemino ed è una delle cause di nevralgia trigeminale. La risoluzione del conflitto si realizza mediante un intervento chiamato decompressione microvascolare in cui si interpone del materiale (nel caso della figura è il teflon) tra l'arteria cerebellare superiore ed il nervo trigemino con conseguente decompressione del nervo

Spasmo emifacciale: è una patologia rara (la prevalenza stimata è 11 casi/100.000) con una insorgenza, in genere, nell’età adulta. Si caratterizza per la presenza di periodi di spasmi facciali in una metà del volto alternati a periodi di benessere, nei quali la funzione facciale (la mimica facciale ed i movimenti volontari della faccia) è conservata. Si sviluppa principalmente a partire dalla muscolatura dell’occhio per poi estendersi dopo alcuni anni alla muscolatura del viso e coinvolgere anche il platisma. Ci sono delle forme atipiche a partenza dalla muscolatura buccale. In genere il conflitto si realizza tra il nervo facciale e, a seconda dei casi, l’arteria basilare, l’arteria cerebellare antero-inferiore o l’arteria cerebellare postero-inferiore.

Vertigini posizionali ed acufeni (Vestibular Paroxysmia): è una patologia ancora più rara rispetto alla precedente e si caratterizza per la comparsa improvvisa di attacchi di vertigini della durata variabile da pochi secondi ad alcuni minuti associati o meno alla presenza di acufeni. Durante gli attacchi può essere presente instabilità posturale e difficoltà alla deambulazione. In genere il conflitto si realizza tra il nervo vestibolo-cocleare e l’arteria cerebellare antero-inferiore anche se strutture venose e l’arteria cerebellare postero-inferiore possono essere responsabili della compressione del nervo.

Nevralgia del glossofaringeo: è una patologia estremamente rara (l’incidenza stimata è 0,062-0,7 casi/100.000/anno) e si caratterizza per la comparsa improvvisa di episodi di dolore localizzati alla porzione posteriore della lingua, alla tonsilla, alla gola ed al canale uditivo esterno. La diagnosi è difficile e la nevralgia può essere molto simile come sintomatologia ad una nevralgia della terza branca trigeminale. In genere il conflitto si realizza tra il nervo glossofaringeo e l’arteria cerebellare postero-inferiore o l’arteria vertebrale.

La diagnosi delle sindromi appena descritte è in genere abbastanza difficile, fatta eccezione per la nevralgia trigeminale. Un’attenta valutazione del paziente, l’esecuzione della risonanza magnetica con sequenze specifiche per la visualizzazione delle strutture dell’angolo ponto-cerebellare e con sequenze angiografiche, e l’esecuzione di specifici test neurofisiologici, sono fondamentali nella diagnostica di tali patologie.


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